di Pina Favarolo - per contatti: ilbeltempo@gmail.com

domenica 31 maggio 2015

Giornata di découpage - 4

Un'altra giornata di découpage tra amiche

Durante questo nuovo incontro abbiamo lavorato mettendo in pratica due tecniche diversissime tra loro, una di découpage superclassico, l'imitazione del marmo rosa e una "irrituale", la simulazione del effetto craquèle ottenuto con i gusci d'uovo...
                     
        

 
Tutto questo per "ambientare" in stile coerente e nella maniera migliore le immagini scelte tratte da particolari dei mosaici della Villa Adriana di Tivoli del II secolo conservati nei musei capitolini. 
 
I risultati sono stati tutti entusiasmanti e ognuno particolare e unico. 
la realizzazione di Silvana

Il lavoro di Elvira

Elvira Pollastro che doma i gusci..

E come sempre tutto condito da risate, pause gastronomiche piacevolissime, chiacchiere e buon umore, restando in attesa dello scopiazzo di turno...hihihihi...

Siamo proprio brave!!

lunedì 18 maggio 2015

Porcellana fredda -2

Nuovo incontro con la tecnica della porcellana fredda. Questa volta il corso prevedeva la realizzazione di tulipani ed edera. 
I petali messi ad asciugare








Devo dire che mi sto appassionando molto a questa tecnica decorativa anche perchè permette di riprodurre fedelmente fiori ed elementi naturali con l'uso di marcatori ricavati da elementi  naturali veri. 

gli stami e i pistilli
                                                                       







tulipano

il tralcio d'edera

Ed ecco il risultato finale



domenica 3 maggio 2015

O mese d''e rrose-3



Maggio sì tu
Maggio si tu!
Maggio si tu!
Ca st’aria doce vaje profumanno
Quanta canzone faje cantà a ddoje voce
Quanta suspire io manno
Me faje murmulià tutt’’e canzone amate
Pecche tu viene e dice: ‘e nnammurate hanna cantà
Hanna cantà
Ca pure ammore passa e nun more
E chi ha vuluto bene
Se sente dint’’e vvene
Cchiù ardente ‘a giuventù
Maggio si tu!
Maggio si tu!
Ca mme truvaste cu ‘o core ‘e gelo
Ma quanta rose attuorno me purtaste
E quanta stelle ‘ncielo
Turnaje a suspirà
Pe chi fuje tanto ‘ngrata
Ah le dicette: t’aggio tanto amata e pure mò
E pure mò
tutto è turnato Comm’è passato
Sento ca voglio bbene
Stu fuoco ‘e dint’’e vvene
È fuoco ‘e giuventù
Maggio si tu
Maggio e pe te
Me stò facenno cchiù mateniero
Rose e viole a l’alba stò cuglienno
Comm’’a ‘nu ciadiniere
Tu me faje suspirà
Miez’’e ciardine ‘nfiore
Si tutto cosa torna pure ammore adda turnà
              Adda turnà               
                               E.A.Mario 1913



sabato 4 aprile 2015

Vita di un "commesso fiorentino"...napoletano

La tecnica decorativa conosciuta in tutto il mondo come mosaico o "commesso" fiorentino nacque nel '500 nella Firenze della famiglia dei Medici.
Il Commesso Fiorentino di Pietre Dure si sviluppò con l'esigenza di trasformare l'arte del mosaico a tessere, esistente sin dall'antichità, in qualcosa di più evoluto e raffinato, che fosse più simile possibile ad una forma di "pittura"e che rispondesse ai mutati gusti rinascimentali .
Per sviluppare e perfezionare tale tecnica nel 1588 si ebbe a Firenze la creazione dell’Opificio delle Pietre Dure ad opera del granduca Ferdinando I de’ Medici e le maestranze impiegate, scelte tra i più valenti artisti/artigiani dell'epoca creavano pregiati disegni che riproducevano la natura o disegni astratti e geometrici.  Nel periodo del Barocco trovò vasto impiego per la  decorazione di mobili e piani dei tavoli perchè ben rispondeva all'opulenza propria di quello stile.
Nel 1738, a Napoli, Carlo III di Borbone istituiva il Real Laboratorio delle Pietre Dure di Napoli. A dirigere l'opificio fu chiamato Francesco Ghinghi, fiorentino che portò con sé esperti e tecniche di lavorazione che pose al servizio della Real Casa di Borbone. Nella Reggia realizzò i decori dell’altare della Cappella Palatina considerati ancora oggi tra i migliori esempi di questa arte.
Il Real Laboratorio decadde durante l’occupazione francese dei primi dell’Ottocento, Francesco I lo fece tornare all’antico splendore nel 1825, ma dopo il 1861 subito dopo l’Unità d’Italia fu definitivamente  e irrimediabilmente abbandonato.
Il termine “Commesso” deriva dal latino "committere" (collegare, congiungere) perchè la tecnica consiste nell’accostare a mosaico o ad intarsio lamelle e frammenti di pietre dure e semipreziose ( agate multicolori, lapislazzuli, malachite, giade, coralli) che vengono fissati su una base di supporto, generalmente di marmo nero marquinia o ardesia.
La decorazione più richiesta prevedeva soggetti naturalistici e floreali dai colori vivaci. I maestri artigiani specializzati in questa tecnica erano molto ricercati ed i materiali preziosi richiesti dal Commesso lo rendevano appannaggio di pochi ricchi committenti. 
Mi sono molto appassionata a questa tecnica su cui ho cercato di documentarmi e mi è piaciuto cercare di coniugare il découpage classico con l'intarsio...dopotutto, ho pensato, col découpage si ritaglia la carta e nel commesso si "taglia" la pietra...quindi perchè non provare...
Ed ecco il risultato


particolare


Scheda Tecnica:
Dopo aver accuratamente preparato il supporto con gesso fino levigandolo il meglio possibile, ho preparato il fondo faux finish effetto marmo nero con riflessi verdi e venato con nervature e puntinature bianche e verde cupo.
Scelto il disegno ne ho ricavato la sagoma e poi ho scelto immagini delle varie pietre dure da utilizzare per simulare le essenze con le varie sfumature.

Ho trattato le fotocopie con medium gloss per preservare la brillantezza dei colori e poi, dopo aver assemblato tutte le parti del disegno, tagliando i fogli di carta come fossero lamelle di pietra dura, ho proceduto alla finitura dell'oggetto che ha richiesto una particolare attenzione e accuratezza nella carteggiatura con carte abrasive di grana diversa, terminando poi con lana d'acciaio 0000 e pasta abrasiva ed infine con una lucidatura con panno di flanella e cera carnauba. 



Tutti questi passaggi hanno permesso di ottenere un risultato il più reale possibile simulando bene l'aspetto del marmo levigato e lucidato.



Stampe botaniche






lunedì 9 marzo 2015

Porcellana fredda

Per la serie "ho ancora voglia di imparare e sperimentare" ultimamente mi sto appassionando alla tecnica della porcellana fredda, un'altra nobile arte che mi piacerà affiancare al mio amore di sempre, il Découpage.
Mi piace perchè deriva direttamente dalla splendida arte della ceramica mutuandone le tecniche di lavorazione anche se è possibile praticarla senza doversi munire di attrezzi particolari o forni costosi o spazi troppo grandi. 
Ho realizzato il mio primo lavoro, una, a mio parere, splendida, sensazionale, scicchissima rosa tea.
Ecco il risultato, come primo esperimento mi pare riuscito più che bene. Hanno condiviso questa nuova "avventura" anche le care amiche Elvira e Silvana; grazie alla maestra M.Antonietta Petrarca. 



domenica 8 marzo 2015

Giornata di découpage - 3

Nuovo incontro, il tema di questo incontro è stato "Il finto affresco con découpage".
Dopo aver preparato le tele abbiamo posizionato i decori di carta di riso stampata e creando poi il decoro 3D con lo stucco applicato a spatola.   
 

Abbiamo proceduto poi a rifinire i contorni usando pigmenti e colori acrilici applicati a spugna e con pennelli da stencil

                                                                                   

E per terminare una bella anticatura con una mano di bitume di Giudea, applicato con mooolta cautelaa..
E. Cherubini
S.Musella
C.Noviello
E.Pollastro

Grazie a tutte per la simpatica partecipazione!!

domenica 1 marzo 2015

Giornata di découpage-2

Qualche giorno fa un'altra giornata trascorsa tra amiche divertendoci a lavorare, a parlare di découpage... e di un mucchio di altre cose. 


Abbiamo preparato nuovi lavori usando ancora la tecnica della doratura a foglia per realizzare tavole di legno con fondo dorato a foglia decorati scegliendo composizioni di immagini che  reinterpretano alcuni "classici" della pittura italiana.

                                                                           


Il  lavoro a sinistra é di Silvana Musella, "Ritratto femminile" del Pollaiolo su cui sono fioriti degli splendidi iris ;



                                                                                                   

Elvira Pollastro ha scelto, invece, sempre dello stesso  pittore "La Ragazza di profilo" che è stata adornata di viole.













Anna Russo  ha preferito una splendida immagine femminile in costume  arricchendola  con belle  rose di J.Redouté  ed   Elvira Cherubini ha continuato la sua serie di fiori scegliendo una bella peonia corallo.


                                                                                    
Tutti splendidi e tutti interpretati secondo i diversi gusti. 

                                                                           








Come sempre, grazie a questo bellissimo gruppo per le belle giornate di lavoro e divertimento nel rispetto del vero découpage! 
Alla prossima!